Ginosa (TA): Il caso della croce luminosa di Ginosa

Articolo scritto il 22 luglio 2010.

Sul belvedere di Ginosa (TA) nel 2007, fu installata una croce luminosa alta circa sette metri; tale struttura, oltre a essere esteticamente poco gradevole, viola il principio costituzionale di laicità. Infatti, nessun gruppo, per quanto numeroso, può appropriarsi di uno spazio pubblico a danno di un altro. I luoghi pubblici devono rappresentare tutti i cittadini e sopratutto non devono escludere nessuno. Recentemente alle proteste del sottoscritto (socio dell’UAAR, Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) si è unita l’associazione, per continuare la battaglia. Il 12 giugno, su Tarantosera è stata pubblicata la replica dell’assessore ai lavori pubblici, Vincenzo Di Canio, il quale ha assicurato che l’installazione è “regolare” (?) e non pericolosa, trattandosi per di più di una croce di “soli tre metri”. L’assessore invitava tuttavia l’UAAR a fargli sapere qual è il suo simbolo, “così potremo valutare di sistemare in paese anche un monumento che lo rappresenti”.
L’UAAR ha preso sul serio la richiesta-provocazione, e nei giorni seguenti il segretario nazionale Raffaele Carcano ha inviato al Comune una lettera della quale ora segue un sunto:
Consci che atei e agnostici non hanno simboli univoci e dato che noi facciamo dell’autodeterminazione uno dei nostri valori fondanti; proprio perché tra i nostri principi vi è quello di impedire che qualunque simbolo ideologico sia imposto da una parte della cittadinanza a quella restante, ci sembra che una moltiplicazione di simboli sia dannosa per Ginosa.
Per questo motivo, le sottoponiamo alcune proposte non invasive:
a) la possibilità di montare una cornice, collocata in modo da consentire la visione di un bel panorama (senza croci), riportante la scritta: “Un panorama senza simboli religiosi è per tutti. uaar.it”;
b) la possibilità di collocare in una piazza uno specchio verticale (anche in metallo, per evitare che venga rotto subito), con alcune sagome di piedi davanti ad esso, riportante sulla cornice la scritta: “Valori esclusivamente umani. uaar.it”;
c) la messa a disposizione di uno spazio ove installare un piccolo manufatto artistico che promuova il principio costituzionale della libertà di espressione.

C’è da dire che non si sa se la struttura sia autorizzata o meno, poiché il comune da un anno a questa parte nega la visione degli atti che riguardano la croce in questione.
Il 3 luglio i circoli UAAR pugliesi hanno anche organizzato un presidio davanti alla croce ginosina (sul sito UAAR sono state pubblicate due foto dell’iniziativa) dove si è visto che la croce è alta circa 7 metri, e non 3 come ha sminuito l’assessore. Un articolo su quest’ultima vicenda è stato infine pubblicato da Tarantosera. Il caso di Ginosa è da settimane diventato un caso nazionale, oltre che essere stato riportato da alcuni quotidiani locali, è su molti siti nazionali. Tutti i circoli UAAR d’Italia sono entusiasti della proposta dell’assessore circa il monumento-uaar, e tra l’altro sarebbe il primo caso in Italia in cui si faccia installare un monumento per conto di una associazione che difende i diritti dei non credenti e della laicità. Ora Ginosa ha la possibilità di mostrare un ottimo senso civico che il resto d’Italia potrà prendere ad esempio.

 
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