Lettera aperta al Sindaco di Bari Michele Emiliano

Bari, 16 giugno 2011

Signor Sindaco, siamo dei cittadini atei o agnostici, alcuni di noi anticlericali – non le darà fastidio, vero? Tutti aderiamo all’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, associazione di promozione sociale tra i cui scopi figurano la difesa della laicità dello Stato e la tutela dei cittadini che non appartengono a nessuna religione.

Le chiediamo se la progressiva intitolazione a personalità cattoliche di sempre più spazi cittadini sia effettivamente frutto di una richiesta o di un desiderio popolare. Don Smaldone e Suor Gimma negli ultimi isolati di c.so Cavour, la beata Elia al termine di via De Rossi, mons. Mincuzzi al posto di Federico II sotto le mura del Castello, i giardini della Chiesa Russa dedicati a Chiara Lubich, sono solo alcuni dei dilaganti toponimi religiosi che nel corso della sua amministrazione stanno invadendo la città.

Per quanto riguarda i mercati, tralasciando il fatto che molti santi non sono stati storicamente uomini, ma solo personaggi leggendari, talora importati dal paganesimo, e che spesso le loro gesta sono state inventate a posteriori, Le chiediamo se non sarebbe stato più opportuno intitolarli ai decani del commercio barese o a personalità di spicco in ambito artistico, scientifico o umanistico ecc.; uomini in carne e ossa le cui concrete attività hanno fatto fiorente ed importante Bari in passato.

Sempre in tema di toponomastica, Le facciamo presente che a Bari non esiste alcuna intitolazione a Charles Darwin, figura scientifica di enorme importanza i cui sparuti detrattori non partono certamente da posizioni scientifiche, ma squisitamente religiose. D’altro canto, esiste una via intitolata a Nicola Pende, personaggio sul quale gravano pesantissimi sospetti di razzismo ed antisemitismo.

Da sostenitori della laicità dell’azione pubblica, Le chiediamo di suggerire, supportato in questo da quel 20% di italiani che l’Eurispes nel 2010 ha classificato come atei e agnostici, l’intitolazione di più piazze, viali e giardini alle donne e agli uomini che non hanno avuto bisogno di una divinità per affermare quei valori di civismo, ingegno e creatività che sono propri di tutta l’umanità. Le assicuro che ce ne sono tanti nel passato e ancora di più oggi, anche tra i suoi elettori.

Siamo speranzosi che il nostro dialogo continui, su questi e su altri argomenti, quali l’inesistenza a Bari di una vera Sala del Commiato, chiaramente identificabile ed opportunamente attrezzata, ennesima grave carenza di laicità.

Grazie per l’attenzione e cordiali saluti

Rafael La Perna – coordinatore del Circolo UAAR di Bari
Edoardo Nicoletti
Marilisa Mincuzzi
Carlotta Nonnis Marzano
Nicola Traetta
Bepi Mele
Michele Lacriola
Eugenio Ragone
Monica Mc Britton
Massimo De Padova
Orazio Leggiero

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3 thoughts on “Lettera aperta al Sindaco di Bari Michele Emiliano

  1. Pingback: Bari, i mercati cittadini saranno intitolati ai santi - UAAR Ultimissime

  2. @cerquini,
    perchè sembri parlare con il plurale majestatis?
    Forse volevi dire “sono idiota e cretino”?
    Non era strettamente necessario firmare il post…
    Il concetto di quello che sei si capiva lo stesso dal contesto…

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