Merry Yule!

 

Anche quest’anno, come da ormai quattro anni a questa parte, i giovani del circolo barese assieme ai loro amici e compagni si sono riuniti per celebrare una festa antica quanto l’umanità stessa: quella del Solstizio d’Inverno. Canti, dolce nettare ambrato, carne pregiata e sapientemente cucinata, giochi e tanta allegria sono stati il solito, piacevole companatico di quella che è ormai una piccola tradizione del nostro circolo. Per chi non lo sapesse, il solstizio invernale è un momento all’interno della rivoluzione terrestre che sancisce il passaggio da un ciclo solare a un altro (in termini puramente astronomici non è propriamente così, come scoprirete consultando un qualsiasi manuale o sito d’informazione). Il 21 o 22 dicembre, a seconda dell’anno, è la notte più lunga dell’anno, dalla quale “sorgerà” un sole nuovo, nel senso che le ore di luce tenderanno gradualmente ad aumentare, sino a portarci nuovamente all’altro solstizio, quello estivo, con il giorno più lungo dell’anno.

Celebrata sin dall’antichità (si ritrova in tutte le civiltà umane conosciute, passate e presenti) coi nomi più diversi (Yule per i Celti, Dies Natalis Solem Invictus presso i Romani ecc.), questa festa può essere la risposta alle polemiche di questo periodo di scontro ideologico su tradizioni cristiane vs laicizzazione della società o dal confronto con le tradizioni religiose di altre persone che potrebbero non sentirsi integrate in quelle generalmente condivise nel Paese di residenza. Essendo una festa legata ad un evento astronomico importantissimo nel ciclo delle stagioni, quindi senza la presenza di ingombranti divinità monoteistiche, può essere festeggiata con uguale trasporto da chiunque, che sia credente o no. A riprova di ciò, possiamo solo dirvi che nelle feste organizzate dai nostri ragazzi sono presenti anche persone che si professano credenti e che vi partecipano senza sentirsi defraudati della loro identità religiosa. Poiché da alcuni anni a questa parte ci piace parlare di radici (sovente a sproposito), in questo periodo di celebrazioni non c’è dubbio che siamo noi a poter vantare le credenziali di maggiore anzianità rispetto al Natale cristiano, perché non solo questa festa è cronologicamente anteriore, ma soprattutto perché è palese che sia stata la nuova (all’epoca del tardo impero romano) religione cristiana ad assorbire in maniera sincretica culti e tradizioni precedenti, sostituendo semplicemente il nome delle divinità precedenti con le figure della tradizione evangelica.

Insomma, cari amici crISIStiani che tuonate sulla necessità dei non credenti o diversamente credenti di lavorare 365 giorni l’anno senza godere si vacanze perché le vacanze “sono cristiane” (????), attenti a ciò che chiedete, perché tenendo conto che Ferragosto è una festività inventata dal pagano imperatore romano Augusto, Natale una riedizione cristiana di antichissimi culti ancestrali-astronomici, idem per Pasqua e molte altre piccole festività locali (che guarda il caso cadono sempre in contemporanea con particolari momenti della produzione o del riposo nell’attività agricola), non vi resterebbe che il ponte dell’Immacolata e poco più. Come diceva un vecchio adagio “Attenti a ciò che desiderate, potrebbe avverarsi”.

Buone feste a tutti!

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