Svegliati Bari! E’ ora di essere civili!

E Bari si è svegliata: Piazza Ferrarese gremita il 23 sera, una delle “Cento Piazze” d’Italia ad essersi mobilitata a sostegno del Ddl Cirinnà a favore delle Unioni civili. Una piazza festosa e allegra, piena di colori ma anche di delicate testimonianze. Chi ha deciso di portare la propria storia lo ha fatto rompendo il muro di silenzio e l’aura di scandalo che ancora alcuni vorrebbero mantenere attorno a realtà che non hanno e non devono avere nulla da occultare sotto veli di ipocrisia. L’accoglimento della proposta – che sarà al voto del Senato il 28 gennaio – non è che un primo passo: a partire dall’istituzione delle Unioni Civili, in prospettiva verso il matrimonio fra persone dello stesso sesso; diritto di adozione da parte del partner; per un profondo cambiamento sociale e culturale, attraverso la promozione dei saperi e degli studi di genere, l’estensione del concetto di famiglia oltre gli schemi tradizionali, il ripensamento del welfare in ottica universale, perché nessuno sia più vittima di esclusione sociale e di discriminazioni: è quanto si legge nel comunicato congiunto delle sigle organizzatrici.

A Bari la manifestazione si è svolta con un ricco programma: letture di favole per bambini, una “biblioteca vivente” in cui è stato possibile ascoltare storie e racconti autentici di persone che hanno toccato con mano i temi e le problematiche di genere; flash mob, riflessioni sul valore dei diritti e dell’uguaglianza e tanto altro. Un programma che puntava all’accoglienza di tutte e tutti, famiglie di qualsiasi tipo, bambine e bambini, adolescenti e adulti, senza esclusioni, proprio perché i diritti civili riguardano tutta la cittadinanza.

A più riprese sono stati ricordati i punti salienti della proposta di legge della senatrice Cirinnà: regime giuridico (diritti e doveri reciproci, residenza, concorso negli oneri, reversibilità della pensione), per cui si applicano gli articoli del codice civile sull’istituto del matrimonio, riformati dalla l. 151/75; stepchild adoption, che non va confusa con un pieno diritto dei coniugi ad adottare, ma vale solo se uno dei coniugi ha già un figlio; contratti di convivenza tra persone (c.d. coppie di fatto), che scelgono di non contrarre matrimonio o unione civile, ma ai quali viene riconosciuta una parziale rilevanza giuridica (diritto a succedere nella casa del partner, qualora l’altro partner venisse a mancare; concorso negli oneri).

Anche noi di UAAR Bari eravamo presenti col nostro striscione e  nostri soci giunti dalla città e dalla provincia, per far sentire il sostegno e la partecipazione nei confronti di altre cittadine e cittadini, che fino ad ora percepiscono quotidianamente e sulla propria pelle queste disuguaglianze. Non potevamo mancare anche perché la gran parte delle resistenze allo svecchiamento di norme anacronistiche e discriminanti avviene soprattutto ad opera degli ambienti cattolici, invadenti ed onnipresenti nelle istituzioni, nella comune convivenza di uno Stato che spesso dimentica di essere “laico”.

Per questo l’UAAR ha accolto con favore l’adesione, anche in presenza fisica, di esponenti delle istituzioni regionali e locali, dal Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, a Francesca Bottalico, assessore al Welfare del Comune di Bari.

In tutta Italia le manifestazioni si sono rivolte al Paese intero, a differenza di chi in queste ore ha voluto organizzare lo schema della piazza contrapposta, le cosiddette “Sentinelle”. Come ha scritto LGBT-News Italia, “Il vero Family Day era ieri. Il Family Day siamo noi, con le nostre famiglie, che includono le famiglie tradizionali e che non chiudono la porta in faccia a nessuno. Il nostro è l’unico Family Day lecito, perché include tutti, perché è aperto, perché ieri, nelle strade con noi c’erano più famiglie etero che gay. Famiglie che non odiano, che non saranno felici fino a quando anche le famiglie arcobaleno non godranno dei loro stessi diritti, che oggi sembrano privilegi di casta; il Family Day no, non è lecito. Non è lecito, perché non hanno il diritto di farsi proprietari di un concetto esclusivo di famiglia. Non è lecito, come non lo è l’odio contro qualsiasi altra minoranza”.

Ciascuno ha diritto di amare.
Ciascuno ha diritto di essere.

Maria Schirone, coordinatrice circolo UAAR Bari

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