Nessuno ecluso: UAAR Bari e le unioni civili

Dopo aver partecipato alla manifestazione Sveglia Italia, il passato 2 marzo il nostro circolo ha partecipato, dietro invito dei nostri amici del LINK, ad un convegno dal titolo significativo, ovvero “Nessuno escluso. Diritti e dignità in balia del compromesso politico”.

Ma davvero si tratta di “compromesso politico”? Ovviamente no, qui non vi è compromesso di sorta, bensì pressioni clericali (tanto per cambiare) sugli organi decisionali di Stato per mezzo dei loro galoppini scodinzolanti, il cui curriculum “morale” in tema di famiglia e diritti dei minori li rendono tanto adatti al ruolo di loro difensori quanto lo è l’Arabia Saudita per la difesa dei diritti umani.

A sgombrare il campo da ogni dubbio ci pensa l’intervento della nostra coordinatrice, M. Schirone

Abbiamo dato il nostro sostegno in ogni fase di discussione al Dis. di legge Cirinnà, perché riteniamo che i maggiori impedimenti alle conquiste laiche e pienamente democratiche in questo Paese provengano da un malinteso senso di religiosità, invadente e pervasiva delle istituzioni, dalla mancanza di vero rispetto reciproco, in specie dalla mancanza di rispetto della laicità dello Stato da parte di esponenti della Chiesa cattolica. (ciò non avviene ad es., da parte di altre confessioni anche cristiane).

La gravità del momento politico e la progressiva involuzione culturale di questo Paese nel corso di due decenni, le cui radici stanno nell’opera pervasiva (e dannosa) della Chiesa Cattolica, non consente più di utilizzare mezzi termini e velate allusioni. E’ tempo di dire pane al pane e vino al vino. E la nostra coordinatrice non usa perifrasi

Il Ddl Cirinnà nasce (anche su pressioni della Corte Europea dei Diritti Umani) e strada facendo inciampa nella CEI; inciampa nel card. Bagnasco che proprio l’11 febbraio (!) tenta di orientare le modalità di voto.

Ma l’attacco al cuore di questo già debole provvedimento parte dall’inizio dell’anno scolastico, quando la sponda clericale fa pressioni sulle famiglie in procinto di scegliere a quale scuola iscrivere i propri figli, con una tale campagna di disinformazione da essersi inventata il “GENDER”, che oscilla tra il ridicolo e il terrorismo psicologico. Mi riferisco alla battaglia contro il PATTO DI CORRESPONSABILITA’, un documento che altro non voleva essere che la traduzione nella pratica concreta quotidiana a scuola, dell’educazione al RISPETTO DI CIASCUNO e al rispetto delle differenze, anche per arginare il fenomeno del bullismo verso (virgolette) il “diverso” e contrastare l’omofobia tra i più giovani.

Ancora una volta per tale confusione dobbiamo ringraziare il Pontificio Consiglio per la Famiglia che mette in guardia (cito) contro un’ideologia «che nega l’importanza della differenza dei sessi e favorisce l’esercizio sterile e ludico della sessualità” (!). E ancora: mira ad avvertire «sui pericoli che scaturirebbero dal riconoscimento delle Unioni civili ..e il grave deterioramento che ne deriverebbe per la famiglia ecc. (anche se nessuno spiega come una unione civile possa minare la scelta di formare una famiglia diciamo “classica”).

Insomma, la Chiesa è ancora una volta fonte dei principali problemi del nostro Paese, a dispetto dello humor papale col quale Ciccio I affermava che lui “non si immischia nella politica italiana”. Ma noi non abbiamo perso tutte le speranze e continuiamo la nostra battaglia per la laicità, perché anche se

la Chiesa sembra aver vinto, come spesso succede, in Italia più che altrove, le leggi di impronta clericale, piene di storture pseudo-etiche, prima o poi sono impugnate da ricorsi, corrette da sentenze; prima o poi la magistratura è chiamata ad intervenire. Il DdL Cirinnà è destinato alle censure della Corte Costituzionale, com’è stato per la Legge 40 sulla procreazione assistita, smontata da svariate sentenze. Ovunque interviene la magistratura a raddrizzare abusi di impronta religiosa; com’è per le sentenze anche recenti (TAR dell’E.R.) che pongono un argine al dilagare di Visite pastorali, precetti pasquali, messe e riti religiosi nelle scuole e negli uffici pubblici.

Quindi in alto i cuori, gente, che la battaglia si sarà pure risolta in un pareggio (o una sconfitta, a dire degli oltranzisti), ma la guerra ci vede vincitori dal 1700!

 

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