1° Cerimonia laica made in UAAR Bari a Valenzano

Nella Sala Consiliare del municipio di Valenzano, l’8 agosto scorso si è svolta una bellissima cerimonia di matrimonio laico, la prima nel suo genere nella cittadina, mentre nel nord Italia e soprattutto nel nord Europa questo tipo di celebrazioni sono già una realtà diffusa. Il matrimonio è avvenuto secondo il protocollo della British Humanist Association che la celebrante laica, Francesca Pietrocola, ha appreso in seguito a un corso specifico organizzato tra maggio-giugno di quest’anno presso la sede UAAR di Bari.

Le Cerimonie Laiche riguardano i più importanti eventi della vita di ciascuno: matrimoni, nascite, adozioni, e anche funerali – a tutti succede di morire, credenti e non.

Non si tratta di fare “concorrenza” ai riti religiosi. Da sempre le comunità, in ogni tempo e cultura, hanno “festeggiato”(o celebrato) con riti di passaggio, i momenti salienti della vita; semmai c’è da chiedersi perché accade che i riti religiosi, segnatamente di tipo cattolico, si svolgano in automatico, spesso anche a prescindere dall’orientamento degli interessati. E’ come se per quel rito sia “normale” avere una cornice dignitosa, perfino fastosa, mentre altre scelte debbano ripiegare su rituali “sottotono” (pensiamo agli striminziti riti civili, davanti a un funzionario che liquida gli sposi in pochi minuti), meno memorabili, o semmai eccentrici… un qualcosa che suona comunque fuori norma. Nulla di più errato. Una celebrazione laica consente di personalizzare il rito con accordi presi con i diretti interessati, in questo caso con gli sposi. Insieme a loro viene decisa e impostata tutta la cerimonia. Il celebrante, in base alla propria esperienza, consiglia le musiche che meglio si addicono ai vari momenti della cerimonia, i brani di lettura, ecc. ecc.

Il rito svolto a Valenzano è stato celebrato nella Sala Consiliare perché scelta dagli sposi, ma può svolgersi in qualsiasi location, giardini botanici, sale ricevimento dove gli sposi hanno scelto di festeggiare il loro matrimonio o anche dove in precedenza hanno svolto il rito civile. Le cerimonie dal matrimonio al commiato e al benvenuto (nascite, adozioni) assumono una connotazione di unicità, di partecipazione attiva, anche dei presenti o invitati, e nessuno ne resta escluso.

Il formatore del corso per Celebranti, Richard Brown (*), ci dice che nel Regno Unito, realtà che conosce direttamente, le cerimonie sono talmente diffuse da essere la normalità. “Quando muore qualcuno, ad esempio, le imprese funebri chiedono normalmente ai familiari se preferiscono un funerale religioso o non-religioso, proprio perché il commiato laico non è più una scelta di nicchia, limitata ai settori più colti della società (come succede invece in Italia) e la possibilità di avere riti celebrativi della vita al di fuori delle chiese è democraticamente riconosciuta a tutti”. Ma anche in Italia, dove la presenza ecclesiastica appare la normalità nei momenti significativi della vita della gente, la situazione evolve, e i cambiamenti stanno avvenendo con un’accelerazione molto più rapida rispetto al passato. I non credenti mostrano di desiderare l’opportunità di celebrazioni al di fuori delle parrocchie. E stimiamo che in tempi relativamente rapidi si arriverà a un incremento di richieste di cerimonie laiche come quella svoltasi a Valenzano.

Dunque è bene conoscere questa opportunità che, già diffusa altrove, comincia ad esserlo anche sul nostro territorio, grazie ai Celebranti Laici e Umanisti dell’UAAR della provincia di Bari.

 

(*) Richard Brown è inglese, ma vive e lavora in Italia da oltre 30 anni. Celebrante per cerimonie laiche, si è formato presso la British Humanist Association; è anche insegnante da tanti anni, nonché Console Onorario Britannico a Catania dal 1993. Ha scritto diversi libri in inglese per studenti e

Funerali senza dio, un manuale pratico per la celebrazione di funerali non-religiosi, in italiano.

Il corso è stato organizzato da Isabella Cazzoli (UAAR nazionale). Responsabile delle cerimonie laiche, si occupa di promuovere e valorizzare i riti laici presso le pubbliche istituzioni, di organizzare, sovrintendere e coordinare i corsi di formazione per abilitare i celebranti UAAR e risponde alla casella di posta elettronica   cerimonie@uaar.it.

Il corso presso l’UAAR-Bari è stato il primo per il Sud Italia e ne è stato dato risalto con un articolo a piena pagina su La Gazzetta del Mezzogiorno del 21 maggio 2016.

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