CONCORDATO TRA STATO E CHIESA – PERCHÉ SIAMO CONTRO.

Si è svolta sabato 11 febbraio una conversazione a più voci sul Concordato del ’29 e, con esso, la supremazia ideologica che la Chiesa ottenne dal fascismo in funzione del consenso. L’iniziativa, organizzata dal Circolo UAAR di Bari, ha visto insieme relatori di grande qualità: – il prof. Francesco ALICINO, docente di Diritto Pubblico delle Religioni presso la LUM “J. Monnet” e la LUISS “Guido Carli”, si è soffermato sulla BILATERALITÀ STATO-CHIESA e a cosa essa serva, alla luce di una società multiculturale e del principio di laicità. – il giornalista Luca KOCCI de IL MANIFESTO e di ADISTA (Agenzia di informazione e stampa) ha sottolineato gli aspetti pratici e dei costi della Chiesa conseguenti a quegli accordi; gli ampi privilegi di cui la Chiesa cattolica gode rispetto ad altre confessioni religiose; l’ora di IRC nelle scuole pubbliche (e sulle frequenti inadempienze per l’ora alternativa), i costi dei cappellani militari; le pensioni del clero e altri argomenti: – Adele ORIOLI, responsabile nazionale delle iniziative legali dell’UAAR, ha analizzato le possibili modalità di superamento dell’istituto concordatario e l’importanza di minarlo dall’interno, grazie all’affermazione del principio di laicità della nostra Costituzione, fino, se necessario, al ricorso alla corte di Strasburgo; – Stefano INCANI, Segretario Nazionale UAAR, ha concluso sottolineando l’importanza di tali incontri; ha ricordato le campagne nazionali dell’Uaar, con riferimento a una particolare “celebrazione”: TRENT’ANNI DI ATTIVITA’UAAR. Ha inoltre ricordato le pubblicazioni della casa editrice NESSUN DOGMA, per la cui diffusione la stessa Libreria Laterza ha mostrato interesse.

Ha aperto la serata MARIA LATERZA, della storica libreria e casa editrice barese, che non solo ha ospitato l’evento, ma ha mostrato viva partecipazione e condivisione del tema.

MARIA SCHIRONE, coordinatrice del Circolo, ha brevemente illustrato le iniziative del Circolo di Bari e anche il legame ideale della iniziativa in corso con quello realizzato il 20 settembre 2016, data della fine dello Stato Pontificio, che ebbe grande risonanza cittadina. L’11 febbraio del 1929, di contro, segnava una sorta di rivincita del Vaticano sulla perdita di supremazia politica conseguente al compimento del Risorgimento.

A tale proposito, EUGENIO RAGONE (Uaar Bari), nelle (improbabili) vesti di uno dei protagonisti di quel Concordato, ha letto un brano dell’Allocuzione pronunciata da Papa Pio XI all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, laddove il papa evocava Mussolini come “Uomo della Provvidenza” e si compiaceva che con la firma dei Patti si fosse riconsegnata “Dio all’Italia e l’Italia a Dio”.

Nel moderare gli interventi, MICHELE LACRIOLA, dottorando in Storia contemporanea e socio del Circolo di Bari, ha ricordato come in altri momenti storici la Chiesa sia stata indotta a pagare tributi e tasse; pratica del tutto sconosciuta nella nostra Repubblica. Hanno aderito i circoli Uaar pugliesi: BAT, Lecce, Brindisi, Taranto.

Ottima l’affluenza di pubblico sin dall’inizio dell’orario convenuto, a segnare un vivo interesse per l’argomento.

Un grazie particolare dunque a MARIA LATERZA, nonché a Luciano Anelli per il ricco servizio fotografico.

 

Articolo : Maria Schirone

 

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One thought on “CONCORDATO TRA STATO E CHIESA – PERCHÉ SIAMO CONTRO.

  1. Inutile insistere sui Patti Lateranensi del 1929, siamo già ai Patti Lateranensi del 1984, già antichi e insopportabili e di veste fascista, perché il Fascismo non è morto con la morte di mussolini ( con la ” m ” minuscola ). Bisogna scegliere strade percorribili e più veloci. mi chiedo: ” Quale è la strada più veloce ” ? Intanto penso che l’attuale Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella sia cattolico non perché la sua coscienza sia cattolica, ma per altri ” Desideri “. L’intrallazzo politico, sta diminuendo, ma è ancora in piedi. F.to Giuseppe Minervini

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